Chi e’ Raffaele Cappelli?

Quando, nel 1906, il marchese Raffaele Cappelli, proprietario di numerosi poderi in Capitanata, decise di adibire alla coltivazione sperimentale uno di essi, il ministro dell’agricoltura gli fece il nome di Nazareno Strampelli. Quest’ultimo era agronomo e genetista, da anni impegnato nell’ibridazione delle specie di frumento sulla scia delle teorie di Mendel. Strampelli accettò senza esitazione la proposta del marchese.

Raffaele Cappelli

Prima di trasferirsi nel cosiddetto Granaio d’Italia, lo scienziato aveva diretto con pochi fondi una cattedra ambulante a Rieti. Per i suoi esperimenti gli furono concessi un appezzamento di terra piuttosto distante e uno sgabello. Ciò non placò affatto il suo zelo e la sua dedizione.

L’obiettivo di Strampelli era semplice: aumentare il ricavato dei raccolti. Ciò era possibile dando origine a delle varietà di frumento resistenti alle intemperie e alle siccità specifiche dei diversi climi. Senza dubbio un’intenzione nobile, se si considera che a quel tempo non erano in pochi a soffrire i morsi della fame. I primi grani che lo scienziato diffuse incontrarono forti resistenze, un po’ per una consuetudine radicata e un po’ per l’opposizione dei produttori di sementi.