Il nostro benessere deriva fondamentalmente da quello di cui il corpo si nutre, quindi per avere una vita sana e per quanto possibile priva di malattie, occorre attenersi a un piano alimentare corretto e salutare.

Oggi più che mai politici, sociologi, psicologi e antropologi discutono su questo argomento e tentano di dare delle risposte efficaci a tutta la società.
Il problema alimentare colpisce soprattutto il mondo occidentale perché, attraverso gli anni, i cibi si sono raffinati, i tempi lavorativi non permettono di mangiare con calma e in maniera corretta, si cucina sempre meno e ci si accontenta di consumare cibo da fast food.

Inoltre, la vita sedentaria non permette un buon metabolismo, danneggiando soprattutto il cuore e l’apparato cardiovascolare.
Questo stile di vita non permette di nutrirsi in modo adeguato e le conseguenze possono essere fisiche ma anche psichiche: infatti una persona obesa non ha solo problemi legati alla salute, ma può incorrere all’isolamento sociale per non subire il giudizio e la derisione degli altri.

Nel 2010 l’UNESCO ha iscritto la dieta mediterranea nella prestigiosa lista del patrimonio culturale dell’umanità.
La dieta mediterranea è caratterizzata da un modello nutrizionale costante nel tempo e ha come fulcro il consumo di frutta, verdura, legumi, olio e cereali.
Non esclude le carni e formaggi, ma esse devono sempre essere accompagnate da alimenti salutari che aiutano maggiormente il metabolismo.
Comunque questa dieta non è un semplice piano alimentare, ma un vero e proprio tassello culturale della nostra società.

Infatti i pasti giornalieri vengono condivisi e rispecchiano le peculiarità regionali.
La dieta contribuisce anche allo sviluppo di mestieri e attività tradizionali, e può apportare un risparmio ad ogni famiglia: il cibo non consumato dopo il pasto si può riutilizzare in vari modi attraverso ricette di recupero.

La dieta mediterranea può nascondere delle insidie: occorre fare delle prove allergiche, perché alcuni frutti e verdure provocano allergia ad un’alta percentuale di persone.
Inoltre, molti alimenti provenienti dalla terra vengono periodicamente modificati geneticamente per renderli maggiormente resistenti. Questo non
sempre è positivo perché tali modifiche possono dar vita a nuove allergie o intolleranze.
Occorre altresì una nuova politica alimentare, che stabilisca come il cibo sia l’energia primaria della vita.
I sistemi agricoli della monocultura e delle colture intensive si scontrano con questo concetto di cibo come energia vitale.
È necessario rimettere in campo un’agricoltura biologica, attenta ai tempi di raccolta e di semina e ai bisogni degli animali che del sistema agricolo fanno parte.

In sintesi, l’uomo è ciò che mangia e ottiene energia vitale da tutti gli alimenti dati in natura spontaneamente.
Molte malattie o disfunzioni nascono da quello che viene ingerito ed ecco perché bisogna seguire un piano alimentare corretto e cercare di muoversi quotidianamente, anche solo camminando, per agevolare l’intero metabolismo.

La vita umana è composta di alimenti che si trasformano, occorre allora stare attenti a sceglierli con cura.

– Dagli scritti di “Noi siamo Futuro” –